Meryl Streep ai Golden Globes 2017

Quando Meryl Streep ha preso la parola, tutti sono rimasti senza fiato, e questa non è certo una novità. Solo una multi-premiata attrice del suo calibro e con la sua lunga esperienza, è in grado di far rimanere tutti a bocca aperta suscitando profonda ammirazione in chiunque la ascolti.

Durante il suo discorso ai Golden Globes 2017, dove ha ricevuto il premio Cecil B. DeMille, Meryl ha fatto molto di più. Ha toccato tutti col suo discorso a favore dell’integrazione, della diversità e della difesa dei più deboli e svantaggiati. Un discorso che ha avuto un inizio abbastanza concitato ma che è terminato suscitando fiumi di emozioni.  

Dal 1952, solo 14 donne hanno avuto l’onore di ricevere il prestigioso premio Cecil B. DeMille, come riconoscimento per la carriera nel mondo dello spettacolo e consegnato ogni anno dalla  Hollywood Foreign Press Association (HFPA) agli attori migliori. Questa volta è toccato a lei,  così ammirata, rispettata, e costantemente impegnata nel suo lavoro.

Ma la vera standing ovation non è stata suscitata solo per il riconoscimento che tanto meritava quanto dalle sue parole sulla situazione politica attuale che attraversa il mondo, alludendo anche al neo presidente statunitense Donald Trump. Senza pronunciare espressamente il nome del neo presidente degli Stati Uniti, Meryl Streep ha difeso in lacrime l’integrazione e la diversità, sottolineando che il potere che non deve mai essere un abuso.

Hollywood progredisce grazie agli stranieri e a coloro che arrivano da paesi esterni, per cui se dovessero cacciarli via non vi resta altro che guardare il football o le arti marziali. Il lavoro di un attore è entrare nella vita di persone diverse da noi e farvi vivere ciò che provano loro e ci sono state così tante performance quest’anno che hanno fatto proprio questo, ma ce n’è stata una in particolare che mi ha colpito, ma non in senso buono, ma ha raggiunto il suo scopo: far ridere il pubblico. È stato il momento in cui la persona chiamata a sedersi nel posto più rispettato del nostro Paese ha fatto l’imitazione di un reporter disabile, una persona che non poteva difendersi. Questo mi ha spezzato il cuore e non riesco a non pensarci perché non era in un film, ma era vita reale e questo istinto a umiliare, a bullizzare, quando viene da qualcuno potente sembra dare il permesso ad altre persone di fare lo stesso”.

In tale contesto ha citato l’aneddoto del neo presidente USA che durante la sua campagna presidenziale, si è preso gioco del giornalista disabile del New York Times Serge Kovalevski, che lo aveva criticato.

Mi ha spezzato il cuore quando l’ho visto, e non riesco a togliermelo dalla testa perché non era in un film, era la vita vera. E questo istinto di umiliare l’altro, quando è impersonato da qualcuno con una visibilità pubblica, qualcuno di potente, arriva nella vita di tutti quanti, perché autorizza altri a comportarsi nello stesso modo. La mancanza di rispetto causa altra mancanza di rispetto, la violenza incita altra violenza, e quando i potenti usano la loro posizione per maltrattare gli altri, perdiamo tutti quanti. E questo mi porta a parlare della stampa: abbiamo bisogno della stampa per tenere a bada il potere, questo è il motivo per cui i nostri padri fondatori hanno voluto che la sua libertà fosse riconosciuta dalla costituzione”.

Meryl ha chiuso il suo discorso citando la recentemente scomparsa Carrie Fisher: “Prendi il tuo cuore spezzato, fallo diventare arte”.

L’attrice avrà interpretato alla perfezione il ruolo della “Dama di Ferro”, ma c’è da dire, senza alcun dubbio, che Meryl Streep è una dama dal cuore d’oro.

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