Il soldato Wang

Pochi uomini sono così felici in questi giorni come l’ex-soldato Wang Qi, di 77 anni. Finalmente è tornato nella sua terra natia, la Cina, per la prima volta dopo più di mezzo secolo trascorso in India, dove era stato catturato in seguito alla guerra tra i due paesi nel 1962.

Finalmente sono tornato a casa”, afferma tra le lacrime il vecchio militare al suo arrivo nella città di Xian, Cina centrale, dove le autorità locali, i suoi familiari ed amici lo hanno accolto con una cerimonia di benvenuto.

Oggi è il giorno più felice della mia vita dopo 54 anni. Finalmente sono tornato in questo meraviglioso, bellissimo paese. Non ci sono parole per descrivere quello che sento“, ha dichiarato ai microfoni della tv di stato CCTV.

Wang è stato accompagnato nel viaggio dal figlio di nazionalità indiana, Vishnu Wang, di 35 anni, sua nuora e sua nipote, Wang Khanak. La moglie, Shushila, è rimasta in India a causa di un’indisposizione.

La sua storia ha dell’incredibile. Completati gli studi nel 1960 prende la decisione di arruolarsi nella “China’s People’s Liberation Army“, momento che segnerà per sempre la sua vita. Nel 1963, Wang durante una ricognizione lungo il confine orientale, si perde lungo la strada ed entra nel confine indiano. Intanto comincia a diventare buio e non sa come tornare al suo accampamento. “Ero stanco e affamato. Ho visto un veicolo della Croce Rossa Indiana e ho chiesto aiuto agli occupanti dell’auto che mi hanno consegnato all’esercito indiano“.

Scambiato per una spia è stato condannato al carcere. Ha trascorso i successivi 7 anni di prigione in prigione nel territorio indiano fino al 1969 quando è stato rilasciato. Il problema che si poneva però, era come tornare in Cina, sprovvisto di documenti e denaro.

Si stabilisce così in una piccola città nello stato del Madhya Pradesh, in India centrale, dove trova lavoro in un mulino. Qui si sposa e mette su famiglia. Ha cercato sempre di mettersi in contatto con la sua famiglia in Cina alla quale ha scritto un’enorme quantità di lettere, ma la prima risposta l’ha ricevuta solo nel 1980. Dal 1977 ha cominciato a raccogliere tutti i documenti necessari per tornare a casa, ma l’iter burocratico, che vedeva coinvolti  due paesi le cui relazioni non sono mai state facili, è andato avanti molto lentamente.

Diversi media indiani si sono fatti carico della situazione di Wang, ma il suo caso ha varcato i confini del mondo quando l’emittente britannica BBC gli ha dedicato un rapporto che è diventato virale in Cina. A inizio febbraio, il governo di Pechino ha dichiarato che l’ex soldato aveva ricevuto un passaporto nel 2013 e aveva cominciato a percepire una pensione. Intanto l’astio tra le due nazioni non esiste più, e le autorità indiane, si sono dichiarate disposte a farlo tornare in Cina, dove l’ex soldato troverà solo un vecchio fratello e qualche lontano parente.

Wang rimarrà per qualche tempo nella sua città natale, Xuezhainancun, prima di tornare in India. I suoi connazionali non si sono ancora abituati all’idea che l’ex-soldato è finalmente a casa. Chi lo aveva visto l’ultima volta, quando era ancora giovane, ha dichiarato che non è cambiato poi molto.

Ancora posso riconoscerlo“, dice uno di loro, Wang Ming, all’agenzia di stampa cinese Xinhua. “Tutti in questo villaggio abbiamo atteso il suo ritorno, e siamo contenti che finalmente è in mezzo a noi”.

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